Buon Natale ai traduttori (e anche ai non traduttori)

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Leggere la fede (I)

I seguenti brani sono estratti dal libro Joie de croire, joie de vivre di François Varillon, Bayard, 2000. Le traduzioni sono mie. (Esiste una edizione italiana del volume, pubblicata da EDB nel 1984 con il titolo Gioia di credere, gioia di vivere.)

Sulla fede:

Il cristiano non dice di credere che Dio sia onnipotente, dice di credere in un Dio Padre onnipotente. […] Dire “credo in te” vuol dire “so che il tuo potere non è un pericolo per la mia libertà, anzi, al contrario, è al servizio di questa mia libertà”. “Credere in”, è tutto compreso in quelle due parole.
Quando il fidanzato dice alla fidanzata che crede in lei (e sono parole pregne di significato) non sta dicendo: prendo atto della tua esistenza e delle tue qualità, credo che tu sia così e così, credo a quello che mi hanno detto di te, credo a tutte le verità che ti riguardano. Sta piuttosto dicendo esattamente questo: io ti dono la mia fiducia, mi impegno fino in fondo con te, faccio di te il centro della mia vita, ti affido la cura della mia felicità donandoti tutto me stesso, tu sei degna di essere amata e io ti amo e voglio dipendere da te. […]
Nello stesso modo, la fede è lo slancio di tutto il nostro essere verso Dio, l’impegno di ciò che c’è di più profondo in noi stessi.

Sulla preghiera:

Dico a Dio: ti regalo il mio tempo, perché in fondo non posso donarti nient’altro. […] Allora non si può più obiettare nulla alla preghiera: pregare non ti dice niente? Non importa, regala il tuo tempo! “Ma non ho niente da dire a Dio.” Non dirGli niente, regalaGli il tuo tempo.

Parole altrui (link)

Letture che vi consiglio:

“Un premio letterario deve ignorare il mercato”: Bjorn Larsson parla di come scegliere un vincitore.

“Non spariamo sul traduttore”: Giovanni Caprara riflette sulla chimera della traduzione perfetta.

“Tradurre Simenon è molto più arduo di quanto non si pensi”: intervista a Giorgio Pinotti ed Ena Marchi.

E infine un posto da visitare: la prima libreria “a chilometro zero” in Italia, la Km0 Slowbookstore.

Nel labirinto

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Sembra sempre tutto facile quando leggo il testo originale e tutto facile quando leggo il testo tradotto. In mezzo però c’è un labirinto pieno di forre e di fossi, disseminato delle tagliole dell’intraducibile, e attraversarlo è arduo.
Paola Mazzarelli, traduttrice, su Faber Blog

La blogger della settimana su Faber del Sole 24 Ore è una traduttrice. Andatevi a leggere i suoi post qui.

Venezia a febbraio…

… deve essere un’esperienza.

The square in his hand. Photo credits: fabiogis50 on Flickr

Se avete occasione di andarci,a partire da domani non perdetevi “La traduzione come scrittura“, una serie di incontri con Anna Nadotti organizzati da Ca’ Foscari (cafoscariletteratura).

Se come me non ne avete l’occasione, consolatevi con qualche lettura a tema. Io ho scelto Q di Luther Blisset e Il re dei ladri di Cornelia Funke. Se volete che vi suggerisca un titolo sarà Venezia è un pesce di Tiziano Scarpa.(Ma se un consiglio solo non vi basta, fate come me e strafogatevi di liste digitando “books set in Venice” su Gugl. 🙂 )